Bisogni

agosto 4, 2011

Cammino attraverso una città ancora addormentata e mi godo un sole che è molto raro da queste parti.

Confondo l’odore dell’umido di stradine appena pulite con la voglia di sentire il suo alito pesante dall’ultimo pompino che mi ha fatto, o piuttosto quello che avrebbe dovuto farmi.

Fumo con la sinistra solo per lasciar sopravvivere l’odore di lei rimasto impigliato tra le mie dita ”destre”.

Quando tornerò, e se tornerò, lei sarà sparita e di lei tutto sparirà.

Stasera vado da un mio amico e gli chiedo di farmi un uovo.

Uovo

Saṃsāra

agosto 3, 2011

La vorrei immortale

per ucciderla ogni notte

ma ritrovarla poi al mattino

addormentata al mio fianco

fino a che la morte non mi separi.

Bhavacakra, la ruota dell'esistenza (http://it.wikipedia.org/wiki/Ruota_dell%27esistenza)

Dentro se stessi

giugno 7, 2011

Era una persona forte, un po’ arrogante (molto), piaceva e si piaceva.

Un giorno, durante un’escursione, cadde dentro una buca profonda. Si fece molto male atterrando e si ritrovò improvvisamente in un’oscurità completa: la buca era così profonda che non si vedeva nemmeno il cerchio di luce dell’uscita. Il fondo era tanto stretto e ammuffito che i suoni ne uscivano attutiti e là dentro sembrava di essere ciechi, sordi e muti.

Col passare delle ore, riuscì a raggiungere una sorta di equilibrio: trovò delle erbe da mangiare anche se non erano un granché; per fortuna non aveva ferite evidenti, solo dei gran lividi. Non occorreva altro che aspettare, qualcuno sarebbe venuto a cercarlo. Alcune delle sue cose erano rimaste accanto al bordo della buca, aveva fiducia che prima o poi qualcuno lo avrebbe tirato fuori dai guai. Al momento il silenzio, la tiepida oscurità e l’isolamento erano più un conforto che una minaccia.

Rimase lì per molto tempo, molti giorni, non era facile capirlo. Cominciò a pensare, a pensare intensamente e cominciò ad aver paura di quella culla forzata che piano piano si stava trasformando in una bara. Cercò di tirarsi su, di ispezionare le pareti della buca, di saggiarne la consistenza, la forma, trovare eventuali appigli. Si diceva capace di scalare, si diceva capace di inventarsi un modo per uscirne, si diceva molte cose, ma alla fine non faceva altro che annaspare e dirsi cose.

Perse un po’ la fiducia in se stesso, perse la sua arroganza, perse un po’ se stesso. Alla fine cominciò ad adattarsi a quella buca “forse in realtà questo è il mondo, forse non esiste niente al di fuori di questo. Chi ero prima? Ma davvero ero? Non sono sempre stato qui dentro? Forse sì. Forse.”

Dopo anni una donna passò vicino alla buca, ormai quasi nascosta dalla vegetazione caduta tutta intorno, e notò un luccichio. Scostò le foglie e si accorse che lì sotto c’erano degli oggetti, tra cui un brillante bracciale simile a quello che portava un suo vecchio amante scomparso molto tempo addietro. Lo aveva amato, ma lui l’aveva lasciata  all’improvviso senza dire nulla e mai più si era fatto sentire.

Guardò il bracciale, guardò una scarpa, guardò la buca.

“E se…?”


Musica

maggio 27, 2011

Note sparse si confrontavano in duello, declamando ognuna la propria superiorità.

Una faceva “io sono il RE delle note e do il passo” e l’altra contestava “io sono la nota più importante perché do sempre il LA!” ma un’altra ancora trillava “io sono quella più usata perché do sempre un SI!” e lesta si sentiva un’altra rispondere “se qualcuno MI vuole, do sempre dolcezza” che subito veniva zittita da un “do sempre il massimo perché sono una che FA!” e allora “se SOL sapeste quant’è che io sempre do”.

Bemollando e bequadrando continuarono a soffiarsi l’una contro l’altra, fino a che una nota bassa e piccoletta s’infilò lesta lesta in mezzo alla confusione sonora.

“E tu chi sei e cosa vuoi?!” all’unisono le note cantarono.

“Io? DO”.

Rivelazione

maggio 25, 2011

Un serpentello color smeraldo strisciava sibilante per la foresta quando incontrò in una piccola radura illuminata dal sole un pezzettino di nastro giallo.

Impressionato dal colore, dallo spessore e dalla lucentezza del nastro, il serpentello si avvicinò titubante e disse poi timido “Signorina, mi conceda l’onore di scortarla per la foresta, ché può essere pericoloso”.

Ma un soffio di vento spirò e il nastro s’addentrò volando nella foresta, contorcendosi leggero in mille spirali di lampi di luce.

Il piccolo serpente attonito e immobile rimase solo facendo guizzare ovunque la sua lingua biforcuta.

“Sapevo che esistevano gli angeli”.

A colori

maggio 20, 2011

L’Inverno è bianco, la Primavera verde, l’Estate azzurra e l’Autunno è rosso.

La melanconia è blu, la gelosia è viola, la simpatia arancione e la rabbia è ceca.

I baci sono porpora, una carezza è rosa, uno schiaffo giallo e il pianto è grigio.

Il centro dell’universo non ha colore, esattamente come l’anima e il sesso.

I pensieri sono spesso neri, somma e assenza di tutti i colori che da sempre mi circondano.

Anri Sala "Dammi i Colori" 2003 Tate © Anri Sala

Crazy Fair

maggio 12, 2011

It’s time for a large
and crazy fair
shooting cans
and a dancing bear
It’s time for clowns
to jump and spin
make us laugh
and show their grin
it’s time to shelter
from the daily rain
to kiss each other
…relieve the pain
It’s time to knock
at anybody’s door
and blow raspberries
shout and roar
right here and right now
no need to swear
It’s time for a large
and crazy fair

Riflessi

maggio 10, 2011

Una mattina si alzò e guardandosi allo specchio vide che tutto il suo mondo stava là dentro e che la realtà, fuori, era tutta al rovescio.

Spinse con tutte le sue forze contro il vetro, ma non riuscì a entrarvi.

Allora lo staccò dal muro, lo alzò sopra la testa e lo gettò violentemente a terra.

Migliaia di pezzi della sua vita passata, tutti i suoi ricordi, erano sparsi a terra ovunque.

Ogni tanto occorre solo prendere atto e ricominciare.

Fischia!

maggio 9, 2011

Il vento spirava forte e possente, entrando per ogni dove e rivoltando tutto nella sua rabbia incontrollabile.

Arrivato a una casa isolata in mezzo alla campagna cercò di scoperchiarne il tetto entrando per una fessura di una finestrella che però subito s’oppose e disse “Ahi, di qui non si passa se prima non fischi!”.

Il vento sorpreso dalla sfida rise soffiando e soffiando ancora, ma, essendo troppo impetuoso, distruggeva e smuoveva, produceva tonfi sordi o acuti laceranti, ma di fischi nemmeno uno.

Provò e riprovò fino allo stremo delle forze e della sua rabbia e, abbandonandosi oramai quieto contro la fessura, un lieve fischio risuonò ovunque intorno.

Da quel giorno anche durante un uragano basta ripararsi dietro una piccola finestra fessurata perché il vento fischi senza nulla distruggere.

Porquoi savoir?

maggio 6, 2011

Deux petites souris, une blanche et une noire, s’aimaient à la folie et elles marchaient toujours main dans la main.

Elles ne savaient pas si elles étaient mâles ou femelles, mais peu importe l’amour les tenait par la bride et elles étaient heureuses.

Pendant une journée venteuse, elles virent une petite souris marron femelle qui, gracieuse, se rapprochait.

Les deux, immédiatement tombées amoureuses, se séparèrent pour la première fois et s’exclamèrent “donc on est deux mâles!”, mais tout de suite elles se rendirent compte que la nouvelle arrivée n’était que un léger petit nuage de poudre emporté par le vent.

Désormais séparées, elles pleurèrent l’amour perdu.

- Merci Nat pour les corrections -


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