Il vento spirava forte e possente, entrando per ogni dove e rivoltando tutto nella sua rabbia incontrollabile.
Arrivato a una casa isolata in mezzo alla campagna cercò di scoperchiarne il tetto entrando per una fessura di una finestrella che però subito s’oppose e disse “Ahi, di qui non si passa se prima non fischi!”.
Il vento sorpreso dalla sfida rise soffiando e soffiando ancora, ma, essendo troppo impetuoso, distruggeva e smuoveva, produceva tonfi sordi o acuti laceranti, ma di fischi nemmeno uno.
Provò e riprovò fino allo stremo delle forze e della sua rabbia e, abbandonandosi oramai quieto contro la fessura, un lieve fischio risuonò ovunque intorno.
Da quel giorno anche durante un uragano basta ripararsi dietro una piccola finestra fessurata perché il vento fischi senza nulla distruggere.
